ADOTTARE UN COMUNE

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Il movimento Strada14 si pone come obiettivo di sostenere talune proposte di legge che potrebbero dare un nuovo impulso al nostro paese. Non si tratta di cambiamenti radicali, ma di proposte che, se attuate, contribuirebbero a rendere la nostra Italia più bella e accogliente, non solo per noi, ma anche per il turismo, che è una delle principali risorse economiche sulle quali fare leva.

Un comune pittoresco

Con la proposta adottare un comune, Strada14 vuole occuparsi di tutti quei piccoli centri che sono andati incontro allo spopolamento per l’emigrazione dei suoi abitanti verso le grandi città. Si tratta spesso di realtà di montagna o di alta collina, in luoghi dove non mancano bellezze naturali e architettoniche, ma antichi palazzi, castelli o borghi pittoreschi sono lasciati quasi all’abbandono perché i comuni, che hanno visto ridursi drasticamente il numero degli abitanti, hanno visto altrettanto drasticamente ridursi le loro entrate.
Tanti di coloro che si sono trasferiti verso le città, vicine o lontane, provano comunque il desiderio di tornare nel loro luogo d’origine, per i weekend, per trascorrervi le vacanze insieme ai parenti o solo per ritrovare quell’atmosfera paesana che li aveva visti crescere. Il paesello però, spesso, rivela tutti i suoi limiti per la mancanza di denaro nelle casse comunali: i servizi pubblici sono scarsi o inesistenti, monumenti di rilevanza storica o artistica sono lasciati all’incuria e tante case sono disabitate e fatiscenti. Non vi sono strutture di accoglienza e, l’impressione che ricava chi torna per un breve periodo, è quella di un paese che sta morendo, un paese che è meglio dimenticare definitivamente.

Per fornire i servizi essenziali                              

Ebbene, la nostra proposta è tanto semplice quanto efficace per salvare questi piccoli centri che occupano un posto nel cuore di tanti cittadini: adottarli.
Adottare un comune, infatti prevede che chi si sente particolarmente legato al suo paese di origine o a un altro borgo che si sta lentamente spegnendo, possa decidere di versare una percentuale dell’Irpef che deve pagare sul proprio reddito, direttamente nelle casse pubbliche del luogo interessato. Si tratterebbe di una piccolissima percentuale, ma per i piccoli centri anche piccole somme sono sufficienti per iniziare opere di manutenzione di strade e di fornire servizi essenziali, quali un’attenta raccolta dei rifiuti. Inoltre, maggiore è il numero di coloro che se ne sono andati e maggiore dovrebbe essere l’introito delle entrate relative all’Irpef e, dunque, in quei borghi dove sono solo gli anziani a essere rimasti, si potrebbe veramente intraprendere lavori di restauro e conservazione del patrimonio pubblico esistente.
Un piccolo paese dall’aspetto pulito e ordinato, di certo invoglierebbe gli emigrati a tornarci, perlomeno durante il periodo estivo, ma potrebbe anche essere un incentivo per il turismo e, con adeguati fondi, il comune potrebbe mettere in campo politiche per agevolare la vendita, la ristrutturazione e la locazione delle tante abitazioni rimaste vuote. Lo stesso trattamento si potrebbe attivare anche quando i comuni sono colpiti da calamità eccezionali, ma in questo caso, però, il prelievo dovrebbe essere aperto a tutti i cittadini italiani e qualora la riscossione dovesso superare di molto il fabbisogno lo Stato potrebbe ridurre l’importo della quota. Un’altra proposta che Strada14.it è interessato a sostenere è il riconoscimento di Zone Franche a quei comuni che pur avendo un patrimonio abitavo molto elevato non superano i 2.000 abitanti.

17/09/2014

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