NUOVO MODELLO INDUSTRIALE

Print Friendly

 

Un nuovo modello industriale per rilanciare l’economia e la politica degli incentivi statali. Per creare imprese in aree disagiate, per aiutare i giovani imprenditori e per rilanciare l’economia, lo Stato ha sempre fatto ricorso alla politica degli incentivi che venivano elargiti a tutti coloro che edificavano costruzioni da adibire alla produzione. Come spesso accade in Italia però, sono stati molti coloro che, approfittando del denaro pubblico, hanno costruito capannoni e fabbriche che non sono mai entrate realmente in funzione o il cui uso è stato abbandonato dopo un brevissimo periodo lasciando disattese le speranze delle maestranze e di coloro che ambivano a un posto di lavoro.
La politica degli incentivi statali, così come è stata pensata finora, si è rivelata perciò un vero fallimento ed è ora di pensare a un nuovo modello industriale, in cui ad avvantaggiarsi siano solo coloro che vogliono veramente fare impresa e i loro dipendenti e, il movimento politico Strada.14.it, ha una sua proposta per rompere con il passato e per inaugurare un nuovo modo di incentivare la nascita di attività economiche.

Il nuovo modello industriale secondo Strada14.
Per il Movimento, sono i Comuni che devono farsi carico dello sviluppo industriale del loro territorio e devono pertanto essere essi stessi a provvedere alla costruzione di edifici adatti alla produzione, edifici in legno, ecologico, antisismico e meno costoso del cemento, di cui manterranno la proprietà e che affitteranno ad imprenditori affidabili che vogliano intraprendere un’attività. Dovranno pubblicare in rete tutti i dati relativi al territorio che hanno destinato ad area industriale e gli imprenditori interessati potranno così scegliere la località più adatta.
Sarà poi la volta dello Stato che dovrà intervenire fornendo un sostegno alle aziende che avviano l’attività negli immobili di proprietà comunale. Al posto dei fallimentari incentivi, concederà uno sconto sull’IVA per agevolare il pagamento del canone di locazione del capannone e, se l’azienda dismette l’attività, cesseranno anche i benefici fiscali.

E se l’azienda cessa l’attività?
Anche con questo modello industriale può accadere che un’azienda cessi l’attività, ma per mitigare i traumatici effetti che tale azione può avere sulle maestranze, Strada14.it propone che esse si uniscano in cooperativa, una cooperativa che prenda in pianta stabile possesso dell’immobile e che si faccia carico della sua gestione. L’impresa affittuaria potrà abbandonare la sede fornita dal comune, ma le maestranze rimarranno a prendersi cura dell’immobile e, una volta individuato un nuovo imprenditore interessato ad avviare una nuova attività, si occuperanno di installare i nuovi impianti e potranno continuare a prestare il loro lavoro, seppure alle dipendenze un’azienda diversa.

12/09/2014

0.00

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *