RIPORTARE I PROFUGHI IN AFRICA

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L’Italia, per la sua posizione geografica, è sempre stata una sorta di ponte tra l’Africa e l’Europa, una terra facile da raggiungere sia per chi fuggiva dalle dittature e dalle guerre e sia per chi giungeva dall’Africa alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore. Negli ultimi anni, in seguito a quella che è stata definita la Primavera Araba, il fenomeno della migrazione verso le coste italiane è andato aumentando e ogni giorno si susseguono gli sbarchi di persone che vengono accolte e sistemate in centri, comunità e alberghi.
Il costo dell’accoglienza dei profughi è però molto elevato, si calcola che la collettività paghi per ognuno di loro oltre ventimila euro all’anno. Un esborso così oneroso è dovuto in gran parte al fatto che le cooperative che si occupano dell’accoglienza e dell’assistenza e gli albergatori che ospitano gli extracomunitari lucrano, a volte, in maniera indecorosa. I controlli statali purtroppo sono scarsi o del tutto inesistenti e il peso economico del mantenimento dei profughi ricade interamente sulla collettività, una collettività già duramente provata dalla gravissima crisi economica.

Strada14.it ha una sua proposta che, in termini finanziari, si dimostrerebbe meno onerosa per gli italiani e, nello stesso tempo, risolverebbe le tante situazioni di degrado sociale che si sono venute a creare nelle periferie e in tanti quartieri delle nostre città: riportare i profughi in Africa.
Con somme inferiori agli oltre ventimila euro pro capite, che oggi vengono spesi, si potrebbe infatti garantire ai profughi un avvenire più che dignitoso in un paese africano, dove il reddito medio è molto più basso. L’idea di Strada14 è quella di stringere accordi con paesi disposti ad accogliere i profughi e a fornire loro un’occupazione nell’ambito dei lavori di pubblica utilità o in aziende italiane che vogliano investire in quello stato. Sarebbe poi l’Italia a retribuire i lavoratori con un compenso giornaliero commisurato al costo della vita del luogo…Riportare i profughi in Africa non significa deportarli ma vi andrebbero solo coloro che siano favorevoli a ritornare nel proprio continente d’origine e che siano disposti a lavorare alle condizioni sopraesposte.

27/03/2015

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