SALVARE I PRODOTTI AGRICOLI

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Le aziende agricole familiari e le grandi aziende agricole.

C’era una volta un’Italia in cui la maggior parte della forza lavoro era impiegata in agricoltura. Le famiglie possedevano un piccolo podere, allevavano animali da cortile, bovini, suini o ovini, ma il progresso degli ultimi cinquanta anni ha portato a una progressiva fuga dalle campagne e gran parte dei piccoli proprietari hanno venduto i loro terreni a quelle grandi realtà che si dedicano all’agricoltura intensiva con l’uso di macchine sempre più specializzate. Se ciò ha permesso di ottenere un’altissima produttività, le grandi aziende agricole hanno però improntato le loro coltivazioni alla monocoltura scegliendo solo quelle specie, spesso importate dall’estero, di maggiore resa e lo stesso fenomeno è avvenuto anche nel campo dell’allevamento. Abbandonate le razze bovine, suine, ovine e avicole autoctone, si sono dedicati ad allevare animali che fornissero una maggiore quantità di latte, di carne o di uova.
Se l’aumento della produzione agricola è un fatto positivo, d’altro canto si è verificato un fenomeno che è assolutamente necessario arginare: la progressiva scomparsa di cultivar tradizionali delle varie aree italiane e il pericolo di estinzione delle razze tipiche da allevamento.

Come salvare i prodotti agricoli in via di estinzione

Le piccole aziende agricole a carattere familiare sono le uniche che hanno cercato e ancora cercano di mantenere vive le colture e gli allevamenti tradizionali. Il loro lavoro, seppure improntato a ottenere un reddito, rimane legato all’agricoltura come era praticata dai loro padri e nonni, ed è grazie a loro che animali come l’asino sardo, il cavallo maremmano o la pecora garfagnina non si sono ancora estinte. Lo stesso discorso vale anche per diversi cultivar, soprattutto di ortaggi e frutta che sono stati abbandonati a favore di altri più redditizi.
Da alcuni anni, ci si è resi conto che è necessario salvaguardare la biodiversità salvando le specie in pericolo di estinzione, ma le piccole aziende agricole hanno bisogno di aiuti economici per portare avanti questa importantissima missione.
Strada14 propone la formazione di un fondo statale da ripartire tra gli agricoltori in proporzione all’estensione dei terreni dedicati alla coltivazione di prodotti agricoli in via di estinzione e al numero di capi di razze rare autoctone che vengono allevati.
Solo in questo modo potranno tornare sulle nostre tavole pomodori squisiti come i Brandwyne, la cui produzione è stata quasi del tutto abbandonata perché la buccia sottile non gli consente di affrontare lunghi viaggi e che dire poi dei cocomeri? Le specie italiane sono ben 27, ma in commercio non se ne trovano più di tre o quattro.
Questi non sono che due esempi: abbiamo dimenticato un mondo di sapori che dobbiamo assolutamente recuperare e Strada14 si impegnerà perché ciò avvenga.

26/11/2014

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