L’AGGIORNAMENTO DEI MILITARI

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La tecnologia sta facendo passi da gigante in ogni campo, compreso quello militare. Nuove armi, sempre più sofisticate, consentono ora di prendere di mira un obiettivo e colpirlo da grandi distanze e non è certo da meno il progresso che si registra continuamente nella messa a punto di aerei sempre più efficienti, veloci e in grado di salvare chi si trova a bordo, anche in caso di abbattimento. Se è stato possibile progettare e costruire aerei che sfuggono ai radar, che forniscono il rifornimento in volo, ora con i droni si possono compiere azioni di sorveglianza e spionaggio senza mettere in pericolo la vita dei militari. Anche nel campo navale e terrestre, la ricerca sui mezzi ha messo a punto imbarcazioni e veicoli più sicuri, tanto che si è giunti anche a blindati in grado di resistere a esplosioni. Insomma, la tecnologia al servizio dei militari sta dando un grande contributo per evitare il più possibile le perdite di soldati e civili, ma è proprio per questo motivo che i militari vanno sempre aggiornati.

L’Italia non è un paese in guerra

Nella nostra Costituzione è ben chiaro il concetto che il nostro paese ripudia la guerra, ma ormai da tempo la funzione dei militari è cambiata. La loro missione non è più combattere per conquiste territoriali, bensì quella di peacekeeping, intervenire cioè in zone martoriate da lotte e combattimenti per fare in modo che i contendenti non si affrontino e per proteggere i civili. Sono le cosiddette missioni di pace, approvate dall’ONU, e che hanno visto l’Italia protagonista in prima persona nei Balcani, Palestina, Libano, Afghanistan e poi ancora in diverse nazioni africane e asiatiche. Pur trattandosi di missioni di pace, non sono mancate le vittime tra i nostri soldati e ciò dovrebbe spingere lo Stato a curare particolarmente sia la formazione che l’equipaggiamento di armi e mezzi di esercito, aviazione e marina.

Strada14 ha una sua proposta di legge

Per quel che riguarda la materia della formazione militare. Il movimento, infatti, ritiene che i nostri soldati debbano sempre avere la massima preparazione sulle nuove tecnologie e, per questo motivo i militari vanno sempre aggiornati, sia con corsi appositi, sia con l’approfondimento della preparazione direttamente sul campo. Sono moltissime le specializzazioni dei nostri corpi, si va dalla meccanica all’elettronica, fino alla cantieristica e il Ministero della Difesa dovrebbe essere autorizzato a mettere in campo tutte le strategie per consentire che ogni ramo delle diverse specializzazioni sia continuamente aggiornato. Per fare ciò si dovrebbe consentire anche ai privati di avvalersi, per le riparazioni, della specializzazione dei nostri militari che operano in impianti industriali e tecnologici, officine e cantieri, così come si dovrebbe autorizzare i nostri soldati a operare anche in ambiti privati, ad esempio consentendo ai militari specializzati in radiotecnica di eseguire impianti televisivi presso abitazioni. Se ne ricaverebbe un doppio guadagno: i nostri militari potrebbero sempre essere aggiornati nelle loro diverse specializzazioni e i privati, pagando un corrispettivo, contribuirebbero a integrare il bilancio del Ministero della Difesa, colpito pesantemente dai corposi tagli alle spese di questi ultimi anni.

29/08/2014

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