AGRICOLTURA DOMANI

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   Preambolo

Ogni comune punta a valorizzare il proprio territorio e a questo proposito Streada14.it ha elaborato un suo progetto che riguarda agricoltura e allevamento e che vorrebbe essere un suggerimento per le amministrazioni locali.

Tutto si fonda sulla creazione di una grande azienda agricola che riunisca tutti i coltivatori e allevatori dell’area per dare vita a un’entità economica di rilievo in grado di dotarsi di quanto necessario per realizzare un’attività moderna e meccanizzata. Il problema degli agricoltori italiani è infatti quello dell’eccessiva polverizzazione delle proprietà, fattore che influenza innanzitutto la loro capacità produttiva con raccolti esigui e quindi la loro capacità contrattuale che li vede costretti a cedere i loro prodotti a prezzi irrisori.

Prima di dare il via a tale progetto è però necessario un attento studio del territorio per identificare i vari tipi di terreni e le colture ad essi più adatte, quindi non resta che programmare, a livello comunale, la coltivazione tenendo presente che, soprattutto nei comuni montani, andrà valorizzata l’area boschiva che potrà essere sfoltita, oppure resa parte attiva del patrimonio turistico con la creazione di sentieri e percorsi naturalistici. Parlando di turismo non va poi dimenticato che anche l’agricoltura può essere protagonista con la creazione di punti di agriturismo e maneggio, l’attenta programmazione della loro dislocazione e dei servizi offerti può trasformarsi in “una marcia in più” soprattutto per i piccoli comuni. Valorizzare il proprio comune, soprattutto se si tratta di una realtà con pochi abitanti, potrà essere poi anche un modo per distinguersi e per evitare l’accorpamento dei piccoli centri, un accorpamento che potrebbe cancellare patrimoni culturali unici.

 

Valorizziamo il territorio comunale

L’agricoltura oggi

L’agricoltura è una delle basi della nostra economia, è vero che per la conformazione del nostro territorio, in gran parte montuoso, non siamo autosufficienti ma sono molte le nostre colture di pregio, dal riso al grano duro, senza contare frutta e agrumi, ortaggi, ulivi, vigneti. Nonostante i nostri prodotti siano molto apprezzati anche all’estero, ci troviamo però di fronte al disinteresse da parte degli organi istituzionali, non esiste una politica agricola nazionale e gli agricoltori si trovano spesso in difficoltà economiche tali da essere costretti ad abbandonare la loro attività. Le cause che provocano l’abbandono dei poderi dipendono da molti fattori; vi sono l’eccessiva polverizzazione delle proprietà, gli elevati costi per l’acquisizione di macchinari e, non da ultimo, la scarsissima capacità contrattuale degli agricoltori che, di fronte alla potenza economica delle grandi catene di supermercati e delle multinazionali del settore alimentare, si vedono costretti a vendere i loro raccolti a prezzi che non li ripagano neppure delle spese sostenute.

L’agricoltura domani: il bisogno di programmazione

Uno dei difetti della nostra agricoltura è la mancanza di programmazione a livello regionale e/o statale. I nostri coltivatori, infatti, sono sempre più dediti alla monocultura, intere aree omogenee per clima e condizioni dei terreni vengono coltivate sempre più spesso con una sola specie, ecco dunque le distese di risaie nella bassa piemontese e lombarda, estensioni a perdita d’occhio di ortaggi in Campania, tanto per citare un paio di esempi. Fin qui nulla di male, ma è sufficiente un temporale violento o una gelata fuori stagione per rovinare il raccolto e, se un agricoltore ha puntato tutto solo su un determinato cultivar si ritrova praticamente senza reddito.
Con una programmazione attenta ciò non potrebbe avvenire e la sicurezza di redditi maggiori invoglierebbe anche i giovani, che sempre più spesso si rifiutano di continuare il lavoro nei campi dei loro genitori, a rimanere in campagna. La programmazione potrebbe poi prendere in considerazione anche l’importanza che sta assumendo l’agricoltura nel campo delle fonti energetiche con la fornitura di combustibili per le centrali a biogas. Oggi tali iniziative sono lasciate ai singoli, ma la programmazione potrebbe veramente riuscire a incanalare nella giusta direzione le diverse produzioni agricole, oltre a fornire tanti nuovi sbocchi che promettono un ottimo ritorno economico: agriturismo, fattorie didattiche, vendita al pubblico dei prodotti, maneggi, ristoranti con menù tipici a chilometri zero, impianti eolici, impianti per pannelli fotovoltaici ecc. Basta pensare che lo Stato, come riferiesce Ilfattoquotidiano.it , versa ogni anno 10 miliardi di Euro di incentivi alle società che hanno innalzano le pale eoliche. Senza mettere in conto poi le lavorazioni primarie dei prodotti ricavati nell’azienda. In sostanza con una azienda di grandi dimensioni si potrebbero ricavare moltissimi posti di lavoro.

L’agricoltura domani per Strada14.it

Strada14.it propone una nuova visione dell’agricoltura e desidererebbe riformare il settore per dare delle certezze agli agricoltori, ecco perché propone in ogni comune la creazione di una grande azienda che riunisca tutti i coltivatori e proprietari di terreni interessati in una s.r.l. o in una cooperativa. Un’impresa di notevoli dimensioni sarebbe in grado di programmare con attenzione le coltivazioni, avrebbe a disposizione maggiori capitali da investire per l’acquisto di moderni macchinari, ma soprattutto si porrebbe sul mercato con una forza contrattuale non indifferente e ciò gli permetterebbe di trattare alla pari con le grandi catene di supermercati e con le multinazionali che si occupano della trasformazione dei prodotti agricoli.
Strada14.it, che crede nella qualità e nella biodiversità, è assolutamente contraria alle colture geneticamente modificate, così come si oppone al TTIP che finirebbe per appiattire le nostre coltivazioni, ma per portare avanti queste idee e, soprattutto realizzare una vera agricoltura del futuro, è necessario che lo Stato intervenga con contributi a fondo perduto e mutui a tassi agevolati. Si dovrebbe dare modo a ogni comune di accantonare un proprio fondo da ricapitalizzare annualmente fino al raggiungimento di una cifra stabilita.
Quanto al funzionamento della grande azienda agricola comunale, il suo capitale andrebbe diviso in quote e ogni socio lavorerebbe un numero di ore proporzionale al capitale e al tipo di terreno conferiti. Le sue ore potranno essere svolte anche dai familiari con grado di parentela fino al quarto grado.

Il link sottostante di Linea Verde della Rai del 2/8/2015 si avvicina moltissimo alle nostre proposte, per visionarlo cliccare:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a3c931f0-7dfa-4ee9-b4http:0d-854404a52c99.html#p

 

P.S. Nei sottostanti siti troverete le macchine che gli agricoltori italiani non potranno mai comperare. Non solo, ma possiamo anche immaginare il motivo perché alcuni Stati vogliono allargare a tutti i costi il commercio internazionale con le regole del TTIP. Se questo progetto dovesse andare in porto a noi italiani ci distruggeranno senza pietà, perché hanno macchine ed estensioni di terreni che gli coltivatori italiani se li possono solo sognare.

Per vedere come lavorano la terra ell’estero basta andare su Y0uTube.

15/09/2016
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