VIETARE VOTI DI SCAMBIO

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Un voto per ottenere benefici

Viene definito voto di scambio quel fenomeno politico che vede un candidato promettere particolari benefici a un elettore in cambio del suo voto. Si tratta di un comportamento che, seppure non sia corretto, non viene perseguito penalmente, a meno che il candidato non prometta al suo elettore dei favori illeciti, situazione non insolita quando candidati collusi con la malavita promettano l’impunità ai loro sostenitori. Se in questo caso è la magistratura a intervenire, quando le promesse non prevedono illeciti penali è il partito di appartenenza a prendere provvedimenti nei confronti del candidato, di norma prevede l’espulsione, ma molto spesso si preferisce “chiudere un occhio”, anche perché non è semplice provare lo scambio di favori.

Un comportamento scorretto da sanzionare

In diverse nazioni, ad esempio negli Stati Uniti, ottenere dei voti promettendo favori o compensi è considerato un reato e lo stesso accadeva da noi ai tempi dell’Impero Romano, oggi però le cose sono cambiate e lo scambio voto-favore o voto-beneficio viene praticato allegramente non solo nei rapporti tra candidato ed elettore, ma anche tra maggioranza e opposizione. In particolare, ciò che può infastidire maggiormente l’opinione pubblica è il fatto che un politico eletto nelle file dell’opposizione passi improvvisamente tra le file della maggioranza votandone i provvedimenti e ottenendo in cambio premi in denaro o incarichi di prestigio che portino a congrui compensi.
Queste sgradevoli situazioni si sono verificate più e più volte in consigli comunali, provinciali, regionali e persino in Parlamento e Strada14.it ritiene che tali comportamenti debbano essere considerati a tutti gli effetti come dei reati e che debbano essere sanzionati coloro che se ne rendono protagonisti.

24/07/2016

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