ASTENSIONISMO ELETTORALE

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L’astensionismo elettorale: un fenomeno in continua crescita

Fino agli anni Novanta il fenomeno dell’astensionismo elettorale era praticamente sconosciuto in Italia dove si registravano percentuali di votanti altissime poi, a partire dagli scandali sollevati da Tangentopoli nel 1992, la percentuale dei votanti è andata mano a mano riducendosi fino a raggiungere il 62% nelle ultime elezioni amministrative del giugno 2016. Se ciò potrebbe non stupire affatto un britannico o uno statunitense perché popoli che da secoli esercitano il diritto di voto e che hanno fatto dell’astensionismo una sorta di partito – non votano in quanto non si sentono rappresentati – d’altra parte la presenza di due soli partiti potrebbe anche giustificare queste prese di posizione, ben diverso è il caso italiano. Il suffragio universale, ottenuto nel 1946 dopo circa un ventennio di abolizione del diritto di voto e dopo una sanguinosa guerra civile, è sempre stato avvertito come un diritto irrinunciabile, poi qualcosa si è rotto.

I motivi dell’astensionismo

I motivi che spingono gli italiani a non andare più a votare sono diversi. Di certo ha avuto un ruolo importante lo scoprire che molti politici, dagli amministratori locali fino ai leader di partito erano in qualche modo coinvolti in vicende di corruzione. Mani Pulite ha portato alla cosiddetta Seconda Repubblica e alla nascita di nuove formazioni politiche, tra cui anche diversi partiti che nascevano e morivano prima del termine di una legislatura mentre gli eletti, con grande nonchalance, passavano da una formazione all’altra, trasformandosi spesso in ago della bilancia per determinare la caduta o la nascita di un nuovo governo. Inutile dire che molti elettori si sono sentiti traditi, a nulla sono valse nuove leggi elettorali che dovevano assicurare la stabilità di governo e che invece, grazie proprio all’estrema mobilità dei parlamentari, in realtà non hanno portato alcuna stabilità.
Insomma gli italiani hanno maturato un disamore per la politica e allora come riportarli alle urne?

La proposta di Strada14.it

Stabilito che i continui mugugni degli italiani sono dovuti proprio al fatto che molti non si sentono rappresentati, è chiaro che un ritorno al voto di massa sarebbe auspicabile e Strada14.it propone una soluzione assai semplice. Basterebbe che ogni cittadino che viene pensionato consegni all’INPS le proprie schede elettorali per provare quante volte si è recato alle urne e che l’INPS aggiungesse all’assegno mensile 3 euro in più per ogni votazione a cui ha partecipato: di certo l’affluenza aumenterebbe e, di conseguenza, anche l’interesse per la politica.

20/07/2016

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